Il benessere dei lavoratori è la migliore risorsa per un’Azienda.

Un ambiente di lavoro sicuro in cui i collaboratori si sentono motivati ed apprezzati per il lavoro che svolgono ed hanno la possibilità di crescere professionalmente con fiducia e rispetto, favorisce un clima aziendale propenso all’innovazione che sosterrà un business di successo a lungo termine.
Una politica audace e proattiva sul capitale umano è direttamente collegata alla creazione del valore di un’Impresa, il benessere dei dipendenti si traduce in un minore assenteismo e un minore turn-over del personale.

In Italia il 2017 è stato caratterizzato da due volontà principali. La prima è essere quanto più integrati possibile nel tessuto sociale locale per creare valore con e per gli utilizzatori sportivi (progetto Sport nelle Scuole, LIS,…). La seconda, sviluppare l’attitudine imprenditoriale nei nostri collaboratori partendo da se stessi come Risorse di Decathlon e come Azionisti (93,7% degli aventi diritto), dando loro l’opportunità di creare progetti locali volti a incrementare la pratica di uno sport sul territorio e offrire ad una parte dei dipendenti l’opportunità di proporre il proprio aumento retributivo come vera espressione del VALORE generato per Decathlon.

Un’attenzione particolare in Italia l’abbiamo data ai nostri collaboratori disabili, facilitando la loro permanenza nei luoghi di lavoro e sviluppando prodotti per i clienti sportivi disabili (Progetto Aequalis).

Queste azioni hanno contribuito ad ottenere nell’indagine sulla Soddisfazione dei collaboratori l’88% dei collaboratori contenti di recarsi al lavoro, di cui il 45% ha risposto “Si, completamente”.

L'umano in cifre
nel 2017

In sintesi per il 2017


I nostri collaboratori si recano a lavoro sempre di più con piacere (+2% rispetto al 2016).

In Italia sono molteplici le azioni per valorizzare la diversità, soprattutto le persone disabili, e promuovere le pari opportunità.

Ci impegniamo affinché ogni collaboratore in Italia sia soddisfatto del suo orario di lavoro.

Venire con piacere a lavoro

Forte della sua politica umana, Decathlon misura ogni anno la soddisfazione dei suoi collaboratori grazie ad una indagine interna anonima e su ambito internazionale.

Questo strumento consente di misurare il piacere di lavorare e gli indicatori sono monitorati ogni anno, per analizzare le fonti di miglioramento ed attuare dei piani d’azione per compensare un eventuale peggioramento.
Il questionario si basa sui principi fondamentali di Decathlon: la libertà di essere se stesso, la condivisione dei valori e del senso d’Impresa, la crescita personale e professionale attraverso la responsabilità.

I risultati sono comunicati alla squadra in collettivo e questo consente di discuterli tutti insieme e trovare delle soluzioni che favoriscono un maggiore piacere nel recarsi a lavoro.

Focus
« Top employer »

Nel 2017 Decathlon ha ottenuto il riconoscimento di azienda TOP EMPLOYER, la certificazione sull’eccellenza delle condizioni di lavoro messe in atto dalle aziende per i propri dipendenti.

Top employer

I ruoli per i quali Decathlon è alla continua ricerca di personale sono: Sport Advisor e Department Manager (retail); Warehause Operative e Warehause Department Manager (logistica); Store Controller (finance); Production Leader “Supply Chain e Pianificazione” e Production Leader “Qualità e Industrializzazione” (produzione); Tecnico di Laboratorio (assistenza post vendita).
Non proponiamo dunque ruoli di entrata nel middle e top management e nemmeno nelle divisioni di supporto come il marketing, la comunicazione o le RH. Ciò in relazione al fatto che Decathlon si basa su due grossi pilastri: la crescita interna e la job rotation.

Nelle nostre ricerche la chiave d’entrata essenziale è la passione per la pratica sportiva (non importa il genere di sport o il livello di pratica). Per comunicare meglio questo bisogno, siamo stati presenti in diversi atenei e scuole di management, in Master in RH quali il MACU, e PublItalia80 , per citarne alcuni. “Le giornate di incontro con le Università o i diversi Career e Recruiting Days vengono utilizzati molto più per raccontarci che non per raccogliere CV.

Il premio ci è stato assegnato per le nostre politiche interne in ottica di retemption dei collaboratori basate sull’accessibilità delle formazioni, le politiche di coaching, l’attenzione al clima e il senso di appartenenza.”.

Garantire pari opportunità professionali tra i generi significa combattere ogni forma di discriminazione basata sulla diversità e rafforzare l’equilibrio aziendale che è collegato alla performance economica dell’Impresa, è una leva di benessere collettivo. In Francia le donne continuano ad essere le prime vittime di disuguaglianza sul mercato del lavoro con un tasso occupazionale inferiore del 10% rispetto agli uomini, un part-time superiore del 20% e un divario retributivo inspiegabile di circa il 12%4.

Per Decathlon è fondamentale che ognuno possa realizzare un progetto di vita, possa avere le stesse possibilità in un ambiente rispettoso. In Italia, le donne manager rappresentano il 34% dei manager in totale.

Nei nostri negozi c’è una buona eterogeneità nelle squadre ma nell’avanzamento di carriera ci sono meno donne. Ciò è dovuto principalmente a tre motivi: i pregiudizi, l’autocensura delle donne e l’equilibrio tra vita professionale e personale, difficile da affrontare nella grande distribuzione.

La disuguaglianza dell’handicap risulta evidente ma la disuguaglianza di genere ancora sfugge ai più.
Abbiamo iniziato a parlarne tra colleghi e colleghe, a leggere libri ed articoli, a condividere dei video, ad osservare cosa succede nei nostri uffici, nei nostri negozi e anche fuori dalla nostra azienda. Ci siamo fatti ispirare dai colleghi francesi che già da qualche anno stanno lavorando su questa tematica. Il primo passo importante è stato il riconoscimento e la consapevolezza sul tema passando attraverso la sensibilizzazione del management.
Nel 2018 prevediamo una campagna di sensibilizzazione tramite dei brevi video e una formazione ad hoc per le collaboratrici ed i loro leader.

Mariacristina Terrenghi
Mariacristina Terrenghi
HR Manager

Favorire la comunicazione

Il progetto “Decathlon Love Lis” è nato in Italia dalla voglia di seguire ed ampliare il nostro senso “rendere lo sport accessibile al maggior numero di persone”. Il progetto è un servizio che vogliamo offrire ai nostri user sordi formando i collaboratori nella Lingua dei segni, valorizzando i nostri talenti interni, assumendo nuovi sport leader già formati e/o sordi. Tutto ciò ci permette di accogliere il cliente sordo negli store, di fargli vivere l’esperienza di acquisto, di accompagnarlo in tutte le fasi di vendita e alla scoperta di nuovi sport.

Nell’anno 2017 sono state impiegate circa 400h di formazione per formare 150 collaboratori italiani, nel team sono stati assunti 6 nuovi collaboratori sordi. Abbiamo organizzato 3 eventi “lo sport si fa sentire” coinvolgendo associazioni sportive di atleti sordi che si sono confrontati con società sportive. Abbattiamo le barriere del suono e lo facciamo con passione.

https://youtu.be/e5VoJTaayaA

Oggi più che mai le aziende devono essere innovative, digitali ma soprattutto inclusive. Lavorare in contesti misti incentiva il confronto ed agevola nuove prassi più efficaci ed efficienti.
La sfida che accompagnerà le aziende nei prossimi anni è quella di andare oltre lo stereotipo “classico” di risorsa ed allargare il concetto di talento focalizzando l’attenzione sulla diversità di approccio e di competenze, dando spazio alla persona in quanto portatrice di unicità.

In Decathlon approcciare questo tema vuol dire prendere consapevolezza di un processo naturale e continuo, in una società sempre più complessa e sfaccettata. Per noi la forte volontà è di mettere “la persona” al centro del progetto Decathlon e renderla felice di recarsi quotidianamente al lavoro, in un ambiente sano e confortevole.
L’inserimento e l’inclusione in azienda sono per noi fondamentali quanto l’accompagnamento nel quotidiano dei nostri talenti che a volte si sentono “disorientati” nei confronti di realtà più complesse e fragili che non sanno gestire. Per noi è stato naturale fermarsi, cercare il contatto e dialogare per capire.

Abbiamo istituito momenti di confronto per poi attivare una serie di canali e di strumenti a supporto. Sono state organizzate giornate di riflessione sulla diversità: come condurre il colloquio con una persona disabile, come aiutare il giovane manager a rapportarsi con il collaboratore più senior, come prendere consapevolezza del cambiamento del proprio fisico o come accompagnare quei collaboratori che non riescono più a rimanere al passo con i tempi.

Tra le tante iniziative anche uno sportello d’ascolto che dà supporto psicologico alle persone con disabilità e non, che vivono una difficoltà fisica o psicologica.

E poi la collaborazione con il Don Gnocchi, volta a migliorare le postazioni di lavoro delle persone con disabilità, delle donne in gravidanza e dei lavoratori senior.

Infine i tirocini con associazioni di persone svantaggiate o con disabilità vogliono regalare un’opportunità sia in termini di esperienza lavorativa sia in termini di formazione. Sono previsti affiancamenti anche molto brevi, ma estremamente mirati, perché vogliamo che il nostro sia un supporto concreto. Una delle esperienze più significative, anche da un punto di vista affettivo, è stato l’inserimento di ragazzi con la Sindrome di Down.
I tirocini sono stati accompagnati da un momento di preparazione per impostare una corretta relazione tra i ragazzi interessati ed i colleghi e per dare a tutti, maggiore serenità e consapevolezza.
Oggi il grande successo è rappresentato dalla sinergia che si è creata nel team e dall’autonomia che giorno dopo giorno questi ragazzi raggiungono anche in contesti non lavorativi.

Patrizia Brognoli
Patrizia Brognoli
Internationa Mobility Manager

La trasformazione individuale e collettiva

Nel 2017 in Italia, ciascun collaboratore si è allenato per Agire con Responsabilità, Libertà e Coraggio e per prendere decisioni in locale. Un anno segnato da attività rivolte sia alla TRASFORMAZIONE INDIVIDUALE (io con me stesso) che a quella COLLETTIVA (io con gli altri). Nello specifico le attività legate alla TRASFORMAZIONE INDIVIDUALE miravano a :

– migliorare la conoscenza di sè (talenti, competenze, motivazione, credenze, fiducia)
– acquisire consapevolezza delle differenze ed accettarle
– accettare le proprie forze ed i propri fallimenti