Ambiente: verso un accompagnamento completo dei fornitori

Dal 2009 Decathlon accompagna un gruppo di fornitori per ridurre l’inquinamento causato dalla produzione dei suoi articoli sportivi e nel 2015 amplia il programma, coinvolgendo un numero importante di fornitori. Le squadre Decathlon valutano i siti di produzione applicando criteri sociali e ambientali con l’obiettivo di far crescere la competenza dei fornitori verso una politica di responsabilità sociale globale.

L’INQUINAMENTO DELL’ACQUA: UN OBIETTIVO PRIORITARIO

L’acqua utilizzata in alcuni processi produttivi industriali non sempre viene restituita alla natura nelle stesse condizioni originarie. L’acqua è una risorsa vulnerabile non infinita ed è protetta in modo ineguale nei vari paesi del mondo. Dal 2014 lavoriamo su questo tema prioritario con l’obiettivo di ridurre il rischio di contaminazione per le popolazioni limitrofe.

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L’acqua, utilizzata per la pesca, l’alimentazione, il trasporto, è al centro di molteplici obiettivi per i Bangladesi (foto scattata vicino la stazione di depurazione di un nostro principale fornitore locale).

Constatiamo un interesse crescente da parte degli Stati nel preservare questa risorsa naturale. Proponiamo ai fornitori delle soluzioni d’accompagnamento che rafforzano la qualità e la stabilità delle nostre relazioni nel tempo.

SELEZIONARE I SITI CON UN FORTE IMPATTO SULL’ACQUA

Nel 2015 sono stati due i criteri che hanno determinato la partecipazione di un fornitore al nostro programma d’accompagnamento:

  • utilizzo di un processo industriale con forte rischio d’inquinamento sull’acqua, rispetto agli altri processi utilizzati per la fabbricazione dei prodotti Decathlon e i processi di tintura, di conceria, di lavaggio-slavatura e di trattamento di superficie. In questo primo caso ne contiamo circa 400.
  • trattamento delle acque reflue realizzato sul sito con un impianto proprio, prima che vengano reimmesse nell’ambiente: sono 70 i siti coinvolti.
  • Questi siti devono impegnarsi a soddisfare i nostri criteri di qualità per le acque reflue, specificate nel nostro capitolato d’oneri.

Nel 2016 sarà condotta un’analisi per studiare i rischi causati dai fornitori non inclusi nel programma e adattare le risorse.

Nel 2015

i siti di produzione coinvolti sono 70

CONTROLLARE LA QUALITÀ DELLE ACQUE INDUSTRIALI

Il nostro capitolato d’oneri comprende 15 parametri da testare che coprono i principali rischi per le popolazioni limitrofe. Ogni parametro testato deve essere conforme al limite più esigente tra quello fissato dalla normativa locale e quello fissato da Decathlon. Per verificare la conformità con questo capitolato d’oneri, l’auditor preleva un po’ di acqua depurata e invia il campione ad un laboratorio esterno, il cui risultato sarà trasmesso al fornitore entro 15 giorni. Nel caso in cui dal risultato si evince una non-conformità con i limiti fissati, le nostre squadre accompagnano il fornitore per correggere il problema.

Il nostro capitolato d’oneri sulle acque reflue in evoluzione.

Il nostro capitolato d’oneri comprende i principali agenti chimici pericolosi e responsabili dell’inquinamento dell’acqua. Dal 2017 il capitolato d’oneri si baserà sulle norme internazionali di qualità delle acque reflue definite dalla Banca Mondiale. Seguiamo anche i progressi del gruppo di lavoro ZDHC (Zero Discharge of Hazardous Chemical), i cui lavori sono pubblici e fanno riferimento ad alcune sostanze pericolose. Studieremo la fattibilità d’integrare queste sostanze nel capitolato d’oneri del 2017.

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Un tecnico della stazione di depurazione che esegue un prelievo d’acqua prima di esserre reimmessa nell’ambiente.

Le nostre priorità

Nel 2016 non ci atterremo solo ai campioni d’acqua testata ma sorveglieremo anche il funzionamento della stazione di depurazione e lo stoccaggio dei fanghi e dei rifiuti pericolosi, che comportano rischio d’inquinamento del suolo. L’obiettivo è di evitare che questi fanghi e rifiuti pericolosi vengano liquidate dalla pioggia. Il nostro obiettivo per il 2017 è accompagnare al meglio e formare un numero consistente di fornitori. Inoltre, vogliamo raggiungere gli obiettivi inerenti alla qualità dell’aria. Tutto questo sarà possibile aumentando le squadre di responsabili DD della Produzione, sempre più vicine ai fornitori e direttamente sul luogo di produzione.

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estratto dalla guida pedagogica fornita ai nostri terzisti sulle buone o cattive pratiche di stoccaggio di rifiuti pericolosi.

Le squadre di ideazione hanno lanciato nel 2015 il progetto “CO2 supercritica” (chiamato anche Processo “Dry Dyed©”*). Questa procedura di tintura funziona a circuito chiuso per tingere una fibra tessile senza utilizzare acqua.

Maggiori informazioni sull’eco-ideazione dei prodotti Decathlon

ACCOMPAGNARE IL PROGRESSO

Nel 2015 le squadre hanno identificato delle buone pratiche e hanno determinato le esigenze minime in materia di qualità dell’acqua. Le loro osservazioni sono registrate nella griglia d’audit lanciata nel 2015. Questa griglia è associata a una tabella e agli interventi da eseguire:

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Se i risultati non sono conformi ai limiti fissati (voto E) il fornitore ha 6 mesi per identificare la causa e risolvere il problema e nel frattempo verrà seguito dalle nostre squadre sul posto di produzione. Se si tratta di un nuovo terzista, non iniziamo nessun rapporto commerciale prima della sua messa in conformità.

I nostri risultati Dall’inizio di questo programma nel 2014
54fornitori (al 31/12/2015)

sono stati valutati sulla qualità delle acque reflue (di cui 17 nel 2015). Il 90% è conforme al nostro capitolato d’oneri cioè il 77% dei fornitori coinvolti in questo programma, sulla base dei terzisti referenziati nel gruppo dei fornitori DECATHLON al 31/12/2015.

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Scambio tra i nostri responsabili DD della produzione stabiliti in India e il responsabile di una stazione di depurazione nel nord dell’India.